Sono reduce da quattro giorni trascorsi ad Assisi, in un bellissimo clima di amicizia e condivisione, grazie a un incontro organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio.
Il tema dell'incontro era la PACE.
Una parola breve, ma immensa nel suo significato. Una parola che oggi, in un mondo attraversato da guerre, violenze e divisioni, assume un valore ancora più profondo.
Ad Assisi abbiamo respirato un'atmosfera particolare, fatta di incontri, di ascolto e soprattutto di quella fraternità che dovrebbe unire tutti gli esseri umani, al di là delle differenze di religione, cultura e nazionalità
Tutto quello che ho ascoltato mi ha commossa profondamente ma quello che è successo in Ruanda nel 1994 è stato fortissimo. Voglio soffermarmi su i questo perché parlare di tutto è impossibile
IL RUANDA DEL 1994
Quando l'odio cancellò anche l'innocenza dei bambini
Nel 1994, in Ruanda, un piccolo Paese dell'Africa centrale, si consumò una delle più terribili tragedie del Novecento.
In appena cento giorni, tra aprile e luglio, furono massacrate circa 800.000 persone, in maggioranza appartenenti alla popolazione tutsi, ma anche hutu moderati che si opponevano alla violenza.
Non fu una guerra come le altre. Fu un genocidio preparato attraverso anni di propaganda, divisioni etniche e incitamento all'odio.
Vicini di casa uccisero vicini di casa. Amici si trasformarono in nemici. Persino le famiglie furono travolte dalla violenza.
E i bambini?
I bambini furono tra le vittime più indifese di quella tragedia.
Migliaia vennero uccisi, altri videro morire i propri genitori, altri ancora furono costretti a fuggire e a nascondersi.
Molti rimasero completamente soli.
Alcuni bambini furono persino coinvolti nelle violenze, in un mondo nel quale gli adulti avevano insegnato loro a considerare un altro essere umano come un nemico.
Eppure, proprio dai bambini sopravvissuti arrivò una straordinaria lezione.
Molti di loro, crescendo, hanno cercato di ricostruire una società nella quale fosse possibile vivere insieme, senza trasmettere alle nuove generazioni l'odio ricevuto.
È questa la grande domanda che il Ruanda lascia all'umanità: come può un bambino imparare ad amare, se gli adulti gli insegnano a odiare?
La pace non nasce soltanto dalla firma dei trattati. Nasce dall'educazione, dalla capacità di riconoscere nell'altro un essere umano, dalla volontà di non trasformare le ferite del passato in nuove vendette.
I bambini non chiedono soltanto di essere protetti dalle guerre.
Chiedono agli adulti di costruire un mondo nel quale non debbano più imparare a conoscere la parola nemico prima ancora di aver imparato il significato della parola amico.
PENSIAMOCI E IMPARIAMO
Grazie Comunità di Sant’Egidio