Astrologia

Spiritualità e discernimento in un periodo singolare

Un periodo davvero singolare Stiamo vivendo un periodo molto particolare. Si vive in una sorta di Babele, dove si intrecciano idee, teorie, convinzioni e informazioni di ogni genere. Forse, però, è anche un bene, perché significa…

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Un periodo davvero singolare

Stiamo vivendo un periodo molto particolare.

Si vive in una sorta di Babele, dove si intrecciano idee, teorie, convinzioni e informazioni di ogni genere. Forse, però, è anche un bene, perché significa che qualcosa si sta risvegliando nella coscienza delle persone. Il pericolo è che questo risveglio prenda strade sbagliate e ci conduca fuori rotta.

Conosco molte persone che frequentano corsi di medianità, e va bene. Cresce l'interesse per la spiritualità, per le antiche tradizioni e per le civiltà del passato. Oggi, più dell'antico Egitto, sembra affascinare la Mesopotamia. Gli Anunnaki sono ovunque: libri, conferenze, video, social. Così come i Rettiliani e molte altre teorie che cercano di spiegare ciò che sta accadendo nel mondo.

Nel frattempo si parla di teoria delle stringhe, di fisica quantistica, di intelligenza artificiale, di coscienza universale. Tutti sembrano sapere tutto. Molti tengono conferenze parlando con assoluta sicurezza di eventi accaduti diecimila o addirittura centinaia di migliaia di anni fa.

Eppure la scrittura è nata circa sei o sette mila anni fa. Da quel momento le testimonianze diventano via via più affidabili; tutto ciò che precede appartiene a un territorio in cui archeologia, mitologia, tradizione orale e ipotesi devono convivere con prudenza.

Non contesto questi interessi. Al contrario, li apprezzo. Anch'io da molti anni studio l'astrologia, i simboli, i miti e le antiche civiltà. Quello che mi lascia perplessa è la facilità con cui molti si improvvisano esperti e presentano come certezze quelle che, nella migliore delle ipotesi, sono interpretazioni.

Un'altra cosa che non condivido è il continuo soffermarsi solo sugli aspetti più oscuri. Si sente ripetere che la Matrix domina l'uomo, che gli sottrae energia, che tutto è manipolazione.

Può anche esserci una parte di verità in queste riflessioni. Ma se davvero si parla di Matrix, allora bisognerebbe insegnare anche come uscirne. Altrimenti si rischia soltanto di alimentare paura, sfiducia e senso di impotenza.

Per me il primo passo è molto semplice e, proprio per questo, spesso viene sottovalutato: imparare a sorridere, non vedere nell'altro un nemico, coltivare la gentilezza e armonizzare la propria mente.

Mi piace dire musicare la mente.

Perché noi siamo coscienza personale e, nello stesso tempo, coscienza universale. Siamo vibrazione, siamo ritmo, siamo musica. Quando ritroviamo questa armonia interiore ci riconnettiamo naturalmente all'Assoluto. E allora tutto ciò che chiamiamo Matrix perde progressivamente il suo potere su di noi.

Non è combattendola con rabbia che la superiamo, ma elevando la qualità della nostra coscienza. Ogni pensiero armonico, ogni gesto di amore, ogni sorriso sincero è già una nota della grande musica dell'Universo.

La vera rivoluzione non è conoscere nuovi nemici invisibili, ma ricordare la musica che siamo.