PICCOLE OSSERVAZIONI
Uno dei ritmi più importanti, per noi terrestri, è il ritmo del sole.
Su di lui si basano molte date consacrate a vari riti tradizionali.
Il Sole ci racconta una storia eterna attraverso l’anno, dove il racconto fondamentale è il suo morire e il suo risorgere.
E come il Sole nel suo percorso annuale muore e rinasce, cosi’ anche l’Uomo ha il suo “anno”, muore e risorge.
Il simbolismo che segue il corso del sole nell’anno lo collega a segni e serie astrali di cui la più nota è quella zodiacale.
Un punto importante nella vicenda del “ dio anno”, è quello in cui il Sole tocca il punto più basso dell’eclittica;
quando la luce sembra sprofondare nell’abisso per poi riemergere nuovamente splendente.
Questo momento è “il solstizio d’inverno”.
Nell’antica Roma il giorno del “Solstizio d’Inverno” significava un “ natale solare” del “ dio invincibile” “ solis invicti”, poi questa festa con la stessa data passò al cristianesimo.
Uno dei simboli che si associava al simbolismo dell’anno è quello dell”ascia”.
L’ascia allude al potere che spezza, che divide e il “solstizio d’inverno” taglia in due archi il cielo: il discendente e l’Ascendente.
Anche Marduk il dio babilonese Il vincitore della dea Tiamat nella famosa battaglia per il potere, la uccide e la divide in due lanciandole l’ascia di guerra e formando così con una parte il cielo, con l’altra la terra
Con la formazione del cielo e della terra comincia l’opera creatrice di Marduk: la quale, si noti, è
ordinatrice, determinatrice del passaggio dal caos al cosmo. Questo concetto accompagna costantemente la narrazione, che volge poi a descrivere l’origine degli astri….:
È una storia molto attuale e interessante. Attuale perché in molti punti si collega alla nostra tradizione.
Come in tutta la mitologia ritroviamo costantemente il ripetersi delle nostre tradizioni.
Dell’ascia si parla continuamente in molte storie antiche e anche moderne. L’ascia bipenne è stata riutilizzata ultimamente
Assieme ai fasci romani.
E. Sprockhoff ha svolto osservazioni estremamente interessanti sull’ascia da guerra nell’antica cultura megalitica, assimilando l’ascia primordiale al dio del Tuono, Thor, che in tempi remoti sarebbe stato anche dio del Cielo e del Sole. A tale possente divinità, secondo lo studioso tedesco, “sono consacrate le asce “
Come esiste un “solstizio d’inverno” esiste un solstizio d’Estate” al 21 giugno. Sono i due momenti in cui il Sole raggiunge il massimo splendore. Ma se d’Inverno muore sprofondando nelle cavità della terra, nelle acque, nella “caverna” nella “ madre”, scende per trovare nuova forza e rinascere, al “Solstizio d’estate” muore nella profondità del cielo per poi rinascere.
Noi osserviamo questi movimenti eterni con totale disinteresse mentre essi racchiudono il mistero della vita, della nascita e della morte.
Del morire e del rinascere.